I rifiuti della politica (Roberta Polese)

I rifiuti della politica (Roberta Polese)

PADOVA2017, Seconda, Prima

Padova ha un problema coi rifiuti. Meglio: sono i politici padovani ad avere un problema con i rifiuti.

Dall’Alta alla Bassa tutta la provincia è travolta da scandali giudiziari e inchieste che portano a un’unica incontrovertibile conclusione: quando i politici credono di saper fare i manager, di norma sbagliano. E, fatto ancor più grave, sbagliano coi soldi dei cittadini.

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A “sud” il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza della città del Santo sta stringendo il cerchio attorno ai responsabili della voragine finanziaria che ha affossato la società Padova Tre Srl, partecipata interamente dal Consorzio Padova sud, ovvero i sindaci della Bassa… che dovevano controllarla ma in cinque anni non si sono accorti della deriva che ha portato a un ammanco di 30 milioni.

A “nord” la Procura di Padova ha aperto un’inchiesta sulla gestione di Etra che per anni non mette a gara il servizio della raccolta dei rifiuti, agevolando così le solite società private e cooperative.

La Corte dei Conti indaga inoltre sull’acquisto di parte terreni della Zitac, una società voluta dall’amministrazione leghista (all’epoca di Massimo Bitonci sindaco di Cittadella) per la riqualificazione di un’area nel Cittadellese, acquistata da Etra (quando il presidente era Stefano Svegliado) senza una perizia, che ne stabilisse un prezzo adeguato, perizia giunta cinque mesi dopo l’acquisto.

 

ACEGASAPS

A Padova città le cose sembrano andar meglio, inchieste non ce ne sono. La gestione Hera va bene a tutti: il Comune che è “controllore” del servizio (e che prende dalla stessa Hera milioni di dividendi) non ha nulla da eccepire.

Meno contenti sono i lavoratori di alcune cooperative che segnalano differenze di trattamento. A metà febbraio si aprono le buste della “procedura ristretta per l’affidamento del servizio di Raccolta, trasporto spezzamento manuale e meccanizzato di rifiuti solidi urbani e attività accessorie” nei Comuni di Padova, Noventa e Saonara. Valore: 5 milioni e 200mila euro. Nel bando AcegasAps dice che a tutti i dipendenti delle ditte che vinceranno dovranno essere applicati i contratti Fise (Federazione imprese e servizi), che prevedono un minimo di garanzia per i dipendenti. Ma una postilla cambia le carte in tavola. Si legge nel bando: “… è possibile, per l’eventuale personale delle cooperative sociali di tipo B del soggetto aggiudicatario della gara, l’esclusione dell’applicazione della clausola prevista dell’articolo 8…”. A seguire, con un lessico che capiscono solo gli addetti ai lavori il gruppo AcegasAps permette alle cooperative di vincere la gara in deroga al contratto Fise, applicando invece un contratto comune a tutte le coop in cui i lavoratori quando va bene sono soci, quando va male hanno contratti molto fragili e senza garanzie.

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Insomma AcegasAps fa quello che consente la legge, ma avendo il contratto “in house” con il Comune, ovvero concorrenza zero perché il servizio a Padova non lo fa nessun altro, sarebbe un gesto quantomeno eticamente apprezzato quello di imporre a tutti i lavoratori contratti uguali, il più possibile vantaggiosi per i dipendenti delle ditte aggiudicatrici, come sono, appunto, i contratti Fise. Ma alle coop il contratto Fise costa di più, imporlo a tutti vorrebbe dire mettere in difficoltà le cooperative, ed evidentemente nessuno ha interesse a creare disturbo alle coop.

 

PADOVA TRE SRL

A sud del Santo le cose non vanno molto meglio. Il sistema Padova Tre che per sei anni e mezzo ha gestito la raccolta dei rifiuti della Bassa, è imploso.

La società nata a Este per volontà dei due presidenti dei bacini Padova 3 e Padova 4, ovvero Simone Borile (Centrodestra) e Stefano Chinaglia (Centrosinistra) ha dimostrato tutta la sua inefficienza. La costituzione stessa della società era criticabile sin dall’inizio: Borile (noto anche per essere il chiacchierato direttore tecnico della coop Edeco-Ecofficina che accoglie profughi negli hub di Bagnoli e Cona) e Chinaglia erano i manager del Consorzio Padova Sud che rappresentava i sindaci della Bassa Padovana che dovevano controllare Padova Tre, ed erano loro stessi i manager della società di gestione.

Controllori e controllati erano quindi le stesse persone.

Altro punto dolente è l’affidamento senza gara della raccolta smaltimento e fatturazione rifiuti che avviene nel 2010 attraverso una spartizione tra Padova Tre srl, Sesa (partecipata dal Comune di Este), De Vizia, e Abaco (Veneto Banca).

 

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Quello che era cominciato come un pasticcio finisce anche peggio: in sei anni i conti non tornano, c’è il sospetto delle doppie bollette, fatture gonfiate, case dei manager ristrutturate dalla società dei rifiuti, benefit ai dipendenti, parentopoli. E’ il sindaco di Piove di Sacco Davide Gianella a presentare il primo esposto e ora la Guardia di Finanza sta facendo le indagini sia per la procura di Rovigo che per la Corte dei Conti.

 

ETRA

A nord le cose non vanno meglio. Etra è “attanagliata” addirittura da tre forze di polizia (Noe, Guardia di Finanza e e Squadra Mobile) che stanno guardando conti, affidamenti, compravendite di terreni, gare vinte con scontri stratosferici e altrettante stratosferiche varianti aggiunte in corso d’opera. Anche qui non mancano conflitti di interesse e parentopoli.

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A breve anche Etra, come AcegasAps aprirà le buste per la gara della raccolta in alcuni Comuni della provincia. Anche nell’Alta padovana la partita più importante la giocano le cooperative: una clausola aggiunta in extremis a fine agosto ha consentito di inserire nel bando una postilla che permette alle coop del territorio di partecipare, mentre in una prima versione (ritirata dalla Gazzetta Ufficiale per ricomparire nel giro di qualche settimana opportunamente sistemata) le coop sarebbero state escluse.

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